Mercato cannabis light VS Criminalità organizzata

10/05/2019

Mercato cannabis light VS Criminalità organizzata


Riduzione dello spaccio e dell'attività connesse (conseguentemente anche dei sequestri e degli arresti), e del fatturato delle mafie.

La legalizzazione della cannabis light nuoce e indebolisce economicamente la malavita organizzata e non.

Lo afferma lo studio "light cannabis and organized crime: Evidence from (unintented) liberatization in Italy" a firma Italiana e pubblicata lo scorso Aprile dalla rivista scientifica European Economic Review.

Lo studio è stato condotto dal professore associato di scienza delle finanze, Vincenzo Carrieri, dell'università della Magna Grecia di Catanzaro,e dai ricercatori Leonardo Mario dell'ateneo di Louvain in Belgio e Francesco Principe dell'Erasmus school of Economics di Rotterdam.

Lo studio è stato effuettato confrontando i dati mensili dell' attività di prevenzione controllo e repressione da parte delle forze dell'ordine nelle aree geografiche, provincia per provincia dove sono stati aperti i cosiddetti Shop di cannabis leggera.

"Abbiamo scoperto -affermano gli studiosi- che lagelizzazione della cannabis light ha portato una riduzione del 14% dei sequestri della Marijuana illegale per punto vendita a una riduzione del 8% della disponibilità di Hashish.

I calcoli su tutte e 106 provincie Italiane prese in esame suggeriscono che ricavi perduti delle organizzazioni criminali siano in una forchetta stimata fra i 90 e 170 milioni di euro all'anno.


Si stima inoltre che la vendita di cannabis light abbia portato a un calo di circa il 3% degli arresti per reati di spaccio.

Lo studio ha esplorato la "non intenzionale" liberalizzazione della cannabis leggera avvenuta in Italia nel dicembre 2016 attraverso un vuoto legislativo al fine di valutare il suo effetto sull' acquisto di Marijuana.

Sebbene la liberalizzazione della cannabis interessasse l'intero terrirìtorio Italiano -continua lo studio- a breve termine il livello di intensità variava in base alla configurazione del mercato di pre-liberalizzazione dei "Grow Shops-.

I rivenditori che vendevano prodotti industriali legati alla cannabis, per arrivare ai dati abbiamo sfruttato questa variazione utilizzandfo un design DID (differenza nelle differenze) con un set di dati univoco sulle confische mensile di droghe a livello provinciale durante il periodo 2016/2018.

Da parte delle forze di polizia, abbinaldolo ai dati sulla posizione geografica dei negozi e delle variabili socio-demografiche.

 

FONTE ANSA

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